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L’orizzonte
in cui si inseriscono i quaderni dell’Istituto di
Scienze Religiose San Pietro Martire - frutto di un
accurato lavoro interdisciplinare - è quello di un
servizio sempre più qualificato alla comunità
diocesana, perché ciascun credente possa aprirsi a una
prospettiva di ricerca e arricchire il proprio cammino
di intelligibilità della fede, in un atteggiamento di
dialogo culturale sul territorio.
L’importanza
dell’impegno ecclesiale dell’Istituto si colloca
infatti "nella prospettiva di una riflessione
credente che sappia far sintesi tra la fede e la cultura
nella singolarità della situazioni storiche vissute
dalle diverse Chiese particolari. A ciò si aggiunge la
richiesta di una qualificazione del servizio ecclesiale
e della testimonianza storica dei fedeli in rapporto
alle concrete esigenze dei tempi e dei luoghi" (CEI,
Gli Istituti di scienze religiose a servizio della
fede e della cultura, 1993, n. 4).
Così,
tra gli aspetti di questo progetto vanno evidenziate la
valorizzazione e la fecondità del rapporto tra esperienza
e teologia, mantenendo l’"attenzione al
rapporto del dato teologico con la concretezza delle
situazioni umane e culturali e alle modalità con cui
esso va veicolato nei consueti canali del rapporto
umano" (n.11). La teologia, infatti, mentre
riconosce nella vita attuale della Chiesa un contesto
essenziale e un punto di riferimento per le sue
elaborazioni, si mantiene aperta a tutte le esperienze
significative, rivelatrici di un nuovo orizzonte e di un
nuovo impegno di riflessione e di intelligenza della
fede. Tutto questo può divenire, a sua volta,
attraverso un seria proposta teologica, un autentico
servizio all’annuncio, indicando i luoghi e assumendo
il linguaggio della vita dell’uomo del nostro tempo,
per rendere comprensibile oggi l’esperienza unica e
irripetibile del Figlio di Dio.
Lo
stesso apporto degli studenti, pienamente partecipi di
questo cammino umano ed ecclesiale, risponde
all’esigenza di "coltivare, anche con lo studio
della teologia, la capacità di giudizio e di decisione
dei fedeli per farli diventare, "soggetti"
attivamente e integralmente partecipi delle dinamiche
ecclesiali e sociali" (n.14).
È
significativo poi il fatto che l’inizio di questo
progetto si incentri sulla Vita Consacrata. Questo è
anzitutto un doveroso atto di riconoscenza alle numerose
persone che hanno accolto la proposta dell’Istituto,
considerandola un momento indispensabile nel loro
itinerario formativo all’adesione radicale alla
chiamata del Signore; ma vuole essere soprattutto il
segno di un ampio respiro ecclesiale, di un’attenzione
al nostro specifico cammino di Chiesa, entro il quale
l’Istituto di Scienze Religiose trova la sua più
originale collocazione, dato che il tema della Vita
Consacrata - come ho sottolineato anche nella mia
recente lettera pastorale - chiede una ampia e seria
riflessione di tutte le componenti della comunità.
È
in questo spirito di profonda comunione che l’augurio
diventa anche speranza: che molte altre persone
incontrando i "fragmenta" della nostra
esperienza di fede possano aprirsi in una maniera
coraggiosa e appassionata all’esperienza amorosa di
Dio!
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Già da tempo alcuni studenti e
docenti dell’Istituto di Scienze Religiose San Pietro
Martire manifestavano l’esigenza di porre in atto
un’iniziativa che rendesse possibile uno spazio di
incontro e di confronto teologico su alcune tematiche
emergenti in campo sia ecclesiale che sociale.
Naturalmente tale iniziativa avrebbe tradotto in
concreto gli apporti e la metodologia che la riflessione
teologica offre lungo il cammino formativo
dell’Istituto, valorizzando l’esperienza e la
competenza di tutti i suoi componenti.
Si è pensato così di dare vita ad
alcune "Giornate interdisciplinari" da tenersi
circa a metà del primo e del secondo semestre
dell’anno.
L’obiettivo di fondo di queste
Giornate è quello di stimolare a una presa di coscienza
di un tema significativo, favorendo la personalizzazione
dei contenuti attraverso un confronto e un reciproco
arricchimento per il raggiungimento di una sintesi
vitale: si fa appello all’esperienza comune perché
l’uditore, riconoscendo la propria esperienza e
comunicando con essa, divenga "competente"
rispetto al tema. In tal modo si potrà risentire il
linguaggio della fede come la riproposizione storica
della parola di Gesù nei diversi linguaggi in cui si
esprime l’esperienza umana, riconoscendo nella
teologia la consapevolezza critica e l’espressione
riflessa di questa mediazione storica in cui consiste la
formulazione della fede.
La caratteristica dell’interdisciplinarietà,
poi, non solo accoglie una forte esigenza della nostra
cultura, ma soprattutto risponde al modo con cui la
stessa teologia si propone, poiché tutte le varie parti
del discorso teologico si comprendono nel dialogo
fruttuoso vòlto ad una crescita comune. In altre
parole, si vuole ribadire l’attualità dell’apporto
della formazione teologica, la quale, mediante le
diverse discipline, aiuta la persona a elaborare una
conoscenza organica e sintetica. Nella sua riflessione
matura sulla fede, infatti, la teologia si propone di
offrire una sintesi tra le due direzioni in cui essa
stessa si muove. La prima direzione è quella dello
studio della Parola di Dio: la parola scritta nel Libro
sacro, celebrata e vissuta nella tradizione viva della
Chiesa; la seconda è quella dell’uomo,
l’interlocutore di Dio: l’uomo chiamato a credere, a
vivere, a testimoniare la propria fede. E questa sintesi
"non è solo un’esigenza della cultura, ma anche
della fede. Una fede poi che non diventa cultura è una
fede non pienamente accolta, non interamente pensata,
non fedelmente vissuta" (Giovanni Paolo II,
Discorso al Pontificio Consiglio per la cultura, 20
maggio 1982).
Per quanto questo impegno si
profilasse fin dall’inizio come piuttosto complesso,
si è ritenuto opportuno non rinunciarvi, sia per motivi
fondati sulla natura scientifica del discorso teologico,
sia per motivi didattici, legati al fatto che
l’apprendimento scolastico della teologia rappresenta
una componente indispensabile nella formazione dei
cristiani adulti, che intendono vivere una presenza
significativa nella comunità.
Alla luce di queste considerazioni si
giustifica anche la scelta della Vita Consacrata come
tema per la prima Giornata, tenutasi il 18 marzo 1995.
Il percorso intrapreso col recente
Sinodo dei vescovi su La Vita Consacrata e la sua
missione nella Chiesa e nel mondo (Roma, 2-29
ottobre 1994) e, insieme, la riflessione che la lettera
pastorale del nostro Vescovo ha proposto alla Diocesi di
Verona (La Vita Consacrata, dono di Dio e segno di
una Chiesa viva, 19 febbraio 1995), non potevano
rimanere disattesi all’interno di un cammino di
formazione teologica che si riconosce come qualificata
proposta formativa di Chiesa.
Nello stesso tempo il tema in
questione sembrava offrire l’opportunità di esprimere
il nostro apprezzamento verso le persone che
testimoniano questa singolare modalità di discepolato
anche con la loro nutrita presenza all’Istituto di
Scienze Religiose, dove condividono con i laici lo
spazio di un comune cammino formativo.
I lavori della "Giornata
interdisciplinare", che ha portato
all’elaborazione di questo testo, hanno rappresentato
una sorta di laboratorio, in cui le diverse esperienze e
competenze hanno potuto esprimere la propria vitalità e
ricchezza, rispondere agli interrogativi degli
interlocutori, esporre con coerenza le proprie
conclusioni, graduare queste ultime in ordine di
urgenza, ricercare i punti di convergenza in grado di
riesprimere positivamente i dati della riflessione
teologica. Una riflessione, quest’ultima, che, come si
è potuto constatare, rimane comunque aperta nella sua
problematicità, perché collocata nel dinamismo proprio
della vita cristiana ed ecclesiale.
L’esito positivo della
"Giornata interdisciplinare" ci ha
incoraggiati a proseguire e a raccogliere il materiale
elaborato: anzitutto per consegnarlo agli studenti come
"memoria" di quel cammino ricco e propositivo,
ma anche per offrirlo a quanti intendano risentire, pur
nella semplicità e nel carattere non esaustivo della
proposta, la vitalità del dialogo e del reciproco
arricchimento tra esperienza e teologia.
E a tutti coloro che hanno in qualche
misura contribuito all’iniziativa va infine il grazie
per aver reso possibile questo piccolo ma prezioso
passo.
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