ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE SAN PIETRO MARTIRE


Anno accademico 2009-2010

 

TRINITARIA

Nell’evento pasquale si dà la piena rivelazione di Dio nel suo autocomunicarsi storico-salvifico all’umanità. A partire dalla Pasqua si chiarisce la portata della relazione di Gesù con Dio Padre e con lo Spirito e dell’esperienza della triplice e distinta azione del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, mirante alla salvezza dell’uomo.

Gesù vive e comprende se stesso nel solco della teologia ebraico-giudaica del Dio dei padri, dell’esodo, dei profeti e dei saggi, ossia del Dio vivente, presente, che parla, agisce, crea, perdona, giudica e punisce, salva, provvede e risuscita dalla morte. È il Dio che interpella e chiama alla fede mediante i suoi gesti di salvezza. Questo Dio Gesù lo riconosce come il proprio Padre, la cui paternità si estende a tutti attraverso l’umanità del Figlio, nel quale agisce in forza del suo Spirito, a partire dal suo concepimento fino alla risurrezione. L’esperienza pasquale suscita la progressiva formulazione (soprattutto paolina e giovannea) delle reciproche relazioni tra il Padre (origine invisibile, inviante, luce, spirito, agape, testimone), Gesù Cristo (Figlio, inviato, messia, salvatore, Logos, verità, testimoniato) e lo Spirito (di Dio, di Gesù Cristo, donato, procedente dal Padre tramite Gesù Cristo, altro paraclito), come la trama di relazioni in cui i credenti sono accolti, cioè resi figli del Padre nel Figlio Gesù, loro fratello, per la rigenerazione, dono dello Spirito, il quale li muove ad invocare Dio come Abbà. È il Risorto che, tramite lo Spirito, svela ai discepoli il senso delle Scritture e, nel battesimo e nella cena, edifica continuamente la sua chiesa, che celebra la lode della gloria del Padre, del Figlio e dello Spirito.

Nell’ampio arco bimillenario della sua storia la chiesa formula la fede trinitaria e ne approfondisce la comprensione in dialogo/tensione con le diverse concezioni di Dio e del divino proprie delle varie culture che incontra. Nell’epoca dei Padri, situata tra il monoteismo giudaico e la teologia medioplatonica e stoica, la riflessione teologica chiarisce dapprima la relazione del Dio di Gesù con il mondo e la storia (evitando il subordinazionismo e il modalismo) e, per garantire la verità dell’economia, afferma la realtà di Dio, Padre Figlio e Spirito santo, come unica ousía/natura divina in tre ipostasi/persone. Con Agostino e, successivamente, la Scolastica, la sistematica trinitaria viene elaborata in chiave analogica psico-ontologica, facendo leva sui dinamismi dell’unica natura spirituale, illustrando la ratio mysterii tramite le processioni, le relazioni, le persone, le missioni. Il rischio di distanziamento della riflessione ed esposizione della fede trinitaria dalla storia (con la formazione dei trattati De Deo uno, De Deo trino), l’insistenza di Lutero e della riforma sulla rivelazione di Dio nella kenosi della croce, l’urgenza di dialogo con un mondo nel quale l’esperienza di Dio non è più un dato immediato (ateismo o dissoluzione di Dio nel divino), ha provocato il ritorno alle fonti biblico-liturgiche (concilio Vaticano II) e il recupero dell’orizzonte della storia della salvezza come luogo appropriato della riflessione intorno alla rivelazione, all’esperienza e conoscenza di Dio.

La Pasqua di Gesù come evento trinitario permette di riconoscere Dio come Trinità in sé. La duplice missione del Figlio e dello Spirito lascia intuire le relazioni (processioni) intratrinitarie come generazione o autocomunicazione originaria del Figlio da parte dell’unico Padre e come processione dello Spirito, come disponibilità originaria che sorregge l’accoglienza dell’unico Figlio dal Padre. Per questa via l’assolutezza di Dio esclude da sé ogni carattere dispotico e si rivela invece come il fondo ultimo della disponibilità dell’unico Padre nei termini dell’umanità storica dell’unico Figlio tramite l’effusione su tutti dell’unico Spirito che abilita all’amore come relazione filiale e fraterna, nella chiesa e per il mondo. Nel Dio trinitario la differenza che distingue è la relazione che unisce, sperimentata nella storia come dono di salvezza, in quanto relazione filiale con il Padre nella fraternità di Gesù Signore per il dono dello Spirito, garanzia di risurrezione dalla morte per la comunione dei santi.


Testi di riferimento

  • P. Coda, Dio uno e trino. Rivelazione, esperienza e teologia del Dio dei cristiani ( = Universo teologia 14), Paoline, Cinisello Balsamo 1993, 296 pp. (accessibile, con prospettive originali nella parte sistematica, linea balthasariana)

  • G. Greshake, Il Dio unitrino. Teologia trinitaria ( = Biblioteca di Teologia Contemporanea 111), Queriniana, Brescia 2000, 673 pp. (trattazione ampia e ricca del tema, di taglio storico-sistematico).

  • L. Ladaria, Il Dio vivo e vero. Il mistero della Trinità, Piemme, Casale Monferrato 1999, 495 pp. (manuale ben informato, linguaggio accessibile).

  • W. Kasper, Il Dio di Gesù Cristo ( = Biblioteca di teologia contemporanea 45), Queriniana, Brescia 1984, 450 pp. (trattazione profonda del tema, anche se in modo relativamente sobrio).

 

 

 

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