ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE SAN PIETRO MARTIRE


Anno accademico 2011-2012

 

ECCLESIOLOGIA

La chiesa è ad un tempo soggetto e oggetto della fede (credo ecclesiam), benché essa riconosca nel mistero della Trinità rivelatosi nella storia, la sorgente, il fondamento e l’orizzonte per interpretare la propria natura e missione (cfr LG 2-4).

Generata dall’evento-parola (dābār) pasquale-pentecostale, la chiesa riscopre le proprie radici nel cammino compiuto da Israele e si struttura come “popolo messianico” (LG 9) nella permanente tensione verso il Regno che Gesù Cristo ha reso presente ed efficace, e di cui essa rappresenta “il germe e l’inizio” (LG 5). Mediante la testimonianza apostolica, la chiesa si comprende come la definitiva comunità escatologica che si struttura in rapporto alle diverse situazioni storico-culturali in cui si trova a vivere (cfr le “testimonianze ecclesiologiche” del NT).

Se agli inizi la chiesa si esprime come novità suscitata dal vangelo (tertium genus), con la svolta costantiniana essa accentua ora la consonanza (cfr Eusebio), ora la dialettica (cfr Agostino) nei confronti dell’impero divenuto cristiano. Durante il Medioevo l’ecclesiologia latina si contraddistingue per una crescente attenzione agli aspetti istituzionali e giuridici che confluiscono nella concezione universalistica e verticistica di Gregorio VII († 1085). Lo scisma del 1054, che sancisce la rottura della chiesa unita del primo millennio, è soltanto l’anticipo della lacerazione che investe l’Europa, all’inizio dell’epoca moderna, in seguito alla Riforma protestante che mette in risalto la chiesa “creatura Verbi, spiritualis et abscondita” (Lutero). La teologia cattolica, ispirata al concilio di Trento (1545-63), assume tratti prevalentemente apologetici, consolidando la dimensione visibile ed istituzionale della chiesa societas perfecta, ribadita anche al concilio Vaticano I (1869-70).

Il passaggio al secolo XX è caratterizzato da un processo di rinnovamento ecclesiologico, innescato dal movimento liturgico, biblico, patristico e laicale che approderà al concilio Vaticano II (1962-65). La costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) in particolare, considera la chiesa secondo la prospettiva misterico-comunionale e storico-salvifica, affermando che essa “è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano” (LG 1). In funzione di questa missione lo Spirito suscita nella chiesa carismi e ministeri a servizio del Vangelo e degli uomini. La natura della chiesa, quindi, è il suo compito poiché essa non detiene in modo esclusivo la salvezza ma ne è “ministra” in quanto comunità organicamente strutturata della e per la comunione storica e già escatologica.

Testi di riferimento (oltre alle dispense dei docenti):

  • E. Castellucci, La famiglia di Dio nel mondo. Manuale di ecclesiologia, Cittadella, Assisi 2008.
  • P. Fietta, Chiesa diakonia della salvezza, Messaggero, Padova 20032.
  • L. Sartori, La “Lumen gentium”. Traccia di studio, Messaggero, Padova 20113 (in appendice è riportato il testo integrale di Lumen gentium).

 

 

 

 

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