ISTITUTO SUPERIORE DI SCIENZE RELIGIOSE SAN PIETRO MARTIRE |
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ECCLESIOLOGIA La
chiesa è ad un tempo soggetto e oggetto della fede (credo ecclesiam),
benché essa riconosca nel mistero della Trinità rivelatosi nella
storia, la sorgente, il fondamento e l’orizzonte per interpretare la
propria natura e missione (cfr LG 2-4). Generata
dall’evento-parola (dābār) pasquale-pentecostale, la chiesa riscopre le proprie radici nel cammino
compiuto da Israele e si struttura come “popolo
messianico” (LG 9) nella permanente tensione verso il Regno che Gesù
Cristo ha reso presente ed efficace, e di cui essa rappresenta “il germe e l’inizio” (LG 5). Mediante la testimonianza
apostolica, la chiesa si comprende come la definitiva comunità
escatologica che si struttura in
rapporto alle diverse situazioni storico-culturali in cui si trova a
vivere (cfr le “testimonianze ecclesiologiche” del NT). Se
agli inizi la chiesa si esprime come novità suscitata dal vangelo (tertium genus), con la svolta costantiniana essa accentua ora la
consonanza (cfr Eusebio), ora la dialettica (cfr Agostino) nei confronti
dell’impero divenuto cristiano. Durante il Medioevo l’ecclesiologia
latina si contraddistingue per una crescente attenzione agli aspetti
istituzionali e giuridici che confluiscono nella concezione
universalistica e verticistica di Gregorio VII († 1085). Lo scisma del
1054, che sancisce la rottura della chiesa unita del primo millennio, è
soltanto l’anticipo della lacerazione
che investe l’Europa, all’inizio dell’epoca moderna, in seguito alla
Riforma protestante che mette in risalto la chiesa “creatura
Verbi, spiritualis et abscondita” (Lutero). La teologia cattolica,
ispirata al concilio di Trento (1545-63), assume tratti prevalentemente
apologetici, consolidando la dimensione visibile ed istituzionale della
chiesa societas perfecta,
ribadita anche al concilio Vaticano I (1869-70). Il passaggio al secolo XX è caratterizzato da un processo di rinnovamento ecclesiologico, innescato dal movimento liturgico, biblico, patristico e laicale che approderà al concilio Vaticano II (1962-65). La costituzione dogmatica Lumen gentium (LG) in particolare, considera la chiesa secondo la prospettiva misterico-comunionale e storico-salvifica, affermando che essa “è in Cristo come sacramento, cioè segno e strumento dell'intima unione con Dio e dell'unità di tutto il genere umano” (LG 1). In funzione di questa missione lo Spirito suscita nella chiesa carismi e ministeri a servizio del Vangelo e degli uomini. La natura della chiesa, quindi, è il suo compito poiché essa non detiene in modo esclusivo la salvezza ma ne è “ministra” in quanto comunità organicamente strutturata della e per la comunione storica e già escatologica. Testi
di riferimento (oltre alle dispense dei docenti):
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